personale 

27 gennaio 2000
Qual è il mio sogno? Qual è la mia strada? Ancora non lo so...  Quest'estate dovrei andare un mese in missione (il condizionale riguarda il mio cane: ci andrò solo se sarò sicura che non soffrirà troppo), e qualche volta penso che potrei piantare qui tutto e partire per trasferirmi nel sud del mondo, nel tentativo di realizzarmi... ma forse è solo un'idea di fuga. Spero però che quest'esperienza, se la farò, serva a guardarmi dentro con più chiarezza...

21 aprile 2000
Sono felice di comunicarvi che quest'estate passerò un mese in Brasile!!
Forse l'avevo già detto, si tratta di un'iniziativa che il nostro centro missionario organizza da 14 anni: un andare "per conoscere" presso dei missionari, in gruppi, in America Latina o Africa o Asia. Domenica abbiamo saputo la composizione dei gruppi e, appunto, la destinazione..... sono contentissima perché ho un gruppo molto bello e poi non vedo l'ora di partire..... sarà un'esperienza molto forte e proprio per questo è necessario (importante) un buon spirito di gruppo... che non si inventa, ma si può costruire un po' alla volta... Gli incontri di preparazione al Centro mi stanno dando tanto, mi sento molto più aperta al mondo, alla gente.....
oggi ci siamo trovati col mio gruppo per conoscerci un po' meglio, e per l'occasione dopo 10 giorni è tornato a brillare il sole: non è un ottimo presagio??

19 giugno 2000
....mi domando cosa sarà di me al ritorno da un mese in Brasile... o meglio, so già che sarò allo sfascio, semplicemente... un pezzettino del mio cuore rimane in ogni posto in cui vado, un altro pezzettino rimane sempre con le persone che conosco..... mio papà oggi mi ha detto "secondo me quel mese in Brasile ti cambierà la vita". Sicuramente influirà parecchio, se così non fosse potrei restare direttamente qui.
Ma in un certo senso me l'ha già cambiata: da quando frequento il centro missionario mi sento molto più attiva, molto più viva.

4 luglio 2000
....mi viene naturale pensare (e lo desidero fortemente) che scriverò parecchio, laggiù. A parte il mio diario personale, ho l'impressione e la voglia di scrivere delle lettere.
In questi giorni quindi ho iniziato, sottilmente, a temere di non riuscire a scrivere... tutto invita a farlo, ma se non ci riuscissi? E' una paura recente, magari infondata, non lo so... nelle mie vacanze non ho mai scritto molto, ma d'altra parte non sono mai durate molto. Saremo travolti da un mare di sensazioni, odori, parole, colori..... riuscirò a mettere su carta qualcosa?

11 luglio 2000
fa un po' strano pensare ai viaggi col tempo che c'è qui oggi... pioggia torrenziale, abbassamento della temperatura... sembra autunno! Ma tutto sommato non mi dispiace, mi affascinano anche le giornate così... 
Partiremo per il Brasile col bagaglio delle esperienze raccontate dagli altri e con tante aspettative, ma bisogna cercare di non aspettarsi troppo.
Se n'è parlato e se parla tanto, di questo viaggio, in famiglia, con gli amici, con i ragazzi con cui partirò, con quelli che sono partiti negli anni scorsi. Per la maggior parte delle persone quest'esperienza è parte di un percorso di ricerca, soprattutto di maggior comprensione di se stessi oltre che dell'altro, del "diverso". Man mano che il giorno della partenza si avvicina comincio a focalizzare un po' meglio cosa sarà questa esperienza, mi chiedo se sarò preparata, come reagirò... ma c'è ancora tempo per
verificarlo.

21 luglio 2000
E stasera mi sono resa conto che fra una settimana parto. Per davvero, stavolta. Sembrava lontano ed invece è qui. Panico. Non voglio "trovarmi là". Voglio "andarci". Altrimenti sarà tutto più faticoso. Il problema è che manca pochissimo e ho tante cose da fare; ho paura di non avere abbastanza tempo.  Guardavo il cielo e mi chiedevo come sarà il cielo del Brasile? Me lo immagino (passioni mai sepolte) come quello della "mia" Puglia, immenso, blu... ma di notte? Il cielo di notte della Puglia non me lo ricordo, all'epoca forse lo guardavo poco.
Fra 10 giorni lo guarderò da Matriz e penserò a questa sera. E' così bello nelle sere d'estate star fuori a guardare il cielo, a guardare le stelle....

15 agosto 2000
....poco fa mi è capitata in mano la lettera che avevo iniziato a scriverti all'inizio del mese... ero "partita col piede giusto", volevo renderti partecipe di questa esperienza. Ho scritto un paio di volte ma poi più niente..... adesso mi è venuto in mente che potevo scriverti una mail, se l'indirizzo è quello giusto. Avrei potuto farlo anche tutti i giorni, a
pensarci... ma non è così facile. E' già difficile riuscire ad aprirsi con le persone che mi vivono attorno, con cui condivido quest'esperienza, figuriamoci con qualcuno che abita a 10.000 km da qui..... questa è forse la sensazione che più ricorre, la difficoltà di trovare le parole per esprimere quello che ho dentro. Questo paese vive di contraddizioni, ogni volta che pensi di aver capito qualcosa, ti stupisce nuovamente con altri aspetti che
non avevi considerato, che non avevi visto.
Stiamo facendo un'esperienza forte. Siamo arrivati a Matriz due giorni dopo del previsto, perché qui c'è stata un'alluvione. L'acqua era già scesa, quando siamo arrivati qui, ma non puoi immaginare cosa abbiamo trovato.
L'acqua era arrivata appena sotto i tetti, tante case sono crollate. Strade infangate, mobili in mezzo alla strada nel tentativo di pulire, di buttare fuori quell'acqua che di solito è fonte di vita ma in certi casi si trasforma in nemica. Quell'acqua che all'inizio mancava dove dormivamo noi, tanto da costringerci a lavarci qui in parrocchia. Quel cielo nero che prometteva altra pioggia. I primi giorni ho avuto paura, paura che ricominciasse. Invece poco alla volta il tempo è migliorato ed ora la paura è lontana. Ma la situazione resta molto difficile. Questa settimana riaprono l'asilo e una delle scuole. Il centro giovanile dei salesiani ospita ancora 400 persone senza casa. Chi può sta già risistemando la sua casa, tanto per come sono fatte qui le case... hai presente la storia dei tre porcellini? Ecco, ti dà proprio l'idea che al prossimo soffio di vento crolleranno di
nuovo. Nelle zone più povere il fiume è proprio lì attaccato, bassissimo, senza argini..... può uscire di nuovo in qualsiasi momento. E in quell'acqua lurida loro fanno il bagno, lavano i vestiti e le stoviglie, la bevono persino..... gli animali (cani, gatti, maiali, gallinacei) vivono in piena promiscuità con gli uomini...... facendo i loro bisogni nel fango così come gli uomini. In tutta la città la fogna è ancora a cielo aperto, da ogni casa
parte un tubicino che scarica in strada. In tanti girano ancora a cavallo, o con un carretto. E' una società arretrata, povera. Ma con una fede enorme, con il sole nelle vene e nel cuore, con tanta generosità e disponibilità.
Sto facendo un sacco di paragoni istintivi con la Puglia, con quel Sud d'Italia che amo così tanto. Ci sono mille contraddizioni..... c'è tanto lavoro da fare, ma moltissimi preferiscono guardarti lavorare. Tante volte sembrano tutti rassegnati, vivono con ritmi atavici, lentissimi. Però ti sorridono, ballano, cantano..... sperano in un futuro migliore, in un futuro diverso. Questa che sto conoscendo non è che una faccia del Brasile. Una delle facce più povere, sicuramente. Lunedì ci spostiamo a Maragogì, lì c'è il mare ed è una missione decisamente più ricca. Ho già nostalgia, vorrei restare qui per tutto il tempo che mi resta...... Avrei tanta voglia di tornare qui, un giorno, di vedere come vanno le cose. Di cercare un po' di normalità, di vedere come funziona di solito il centro giovanile. Ci stiamo "inventando" la nostra esperienza giorno per giorno. Sto cercando di capire.
Di parlare con la gente. Di farmi assorbire. Non vorrei essere in nessun altro posto, in questo momento. Vorrei avere ancora tanto tempo davanti ed invece sta inevitabilmente fuggendo via............ vorrei tanto poterti far sentire cosa provo. Cos'ho dentro. Provare a catturare le macchioline colorate, i diversi luccichii che illuminano questo mare che sento dentro.
Con tutte le sue ondate sempre diverse. Ma come faccio? Non lo so..... ci proviamo ogni giorno, fra di noi, a parlare, a buttare fuori quello che proviamo. Ma non è facile.  Ci sono troppe emozioni in gioco, troppi punti scoperti. Non ho tanto tempo per me stessa, e non è detto che l'ispirazione per scrivere coincida con questi momenti. Però sto facendo tante foto, ho già finito 6 rullini. Non so cosa verrà fuori.

3 settembre 2000
Sono tornata, e vorrei dirvi tante cose. Ma non so se ho le parole. Finora ha prevalso il silenzio. Sono in Italia da due giorni e mi sembra un'eternità... un'eternità senza voce. Perché le parole non escono, sono bloccate da qualche parte. Non vedo l'ora di ritirare le foto, di poter comunicare qualcosa tramite immagini. Forse mi aiuterà a sturare la mia
testolina, il mio cuoricino. E' tanto piccolo ma ogni volta che vado in giro ne lascio un pezzettino da qualche parte. Stavolta ne ho lasciato un pezzo enorme, ho paura.
Ho scribacchiato qualcosa, qua e là, ma il tempo era sempre così poco, la vita si sommergeva continuamente con nuovi stimoli, nuove sfumature, nuovi odori..... qualcuno ha chiesto a suor Miriam come fa ad andare a dormire tardi ed alzarsi sempre alle 5.30.
"La vita qui inizia a quell'ora, come fai a dormire se fuori c'è la vita?"
Ho vissuto intensamente, come non mai. E adesso devo trovare un senso in questa mia vita italiana, devo riuscire a contaminarla con un po' di Brasile. Qui il cielo è "solo" azzurro, il verde è sbiadito..... mi sembra tutto opaco.
Non è facile affrontare parenti e amici, ti chiedono com'è andata, cos'hai fatto...
ecco una domanda che mi fa impazzire, "cos'hai fatto". Pretesa occidentale di fare,sempre. Ho vissuto, ecco cos'ho fatto. Ho amato, ho osservato, ho pianto, ho riso, ho abbracciato, ho mangiato, ho sognato, ho viaggiato, ho respirato, ho sorriso, ho ballato, ho dormito.......... ho VISSUTO. E ho condiviso amore.
Sarei voluta restare, ma ho capito che adesso era importante tornare, mettere a posto la mia vita, rivalutare la mia esperienza nell'ottica italiana. E poi chissà. Adesso, il mio cuore vuole tornare. Se lo vorrà ancora, più avanti, farò in modo di tornarci. Spero di convertire tutto questo mare che ho dentro in energia per FARE, qui, per dare...

5 settembre 2000
....è stato difficile scrivere, spesso e volentieri c'era l'impulso di farlo ma non c'era il tempo, e quando c'era il tempo non c'erano le parole..... sì, c'è un mare immenso dentro, con tante pagliuzze dorate che brillano sulla sua superficie... un enorme sole....... i colori del Brasile sono colori forti, carichi, non opachi come quelli di qui.
Non mi lamento dei miei silenzi, solo i miei vorrebbero forse sentirsi raccontare qualcosa di più..... Come vivrò adesso? In fondo non sto tanto male, mi sembra di notare un certo attivismo, una certa voglia di fare. Pensa che ho già voglia di studiare!!
Grave? No, credo sia un meccanismo di difesa, in parte, per concentrarmi su altre cose.
Ma soprattutto è la voglia di agire, di non perdere tempo sterilmente.
....adesso come adesso voglio tornare là. A Matriz. Vorrei farlo entro un anno.
Forse è solo un'ondata emotiva,
vedremo.
Laura
 

Autore: Laura


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