Per sempre insieme

Come ogni mattina rifletto sulla mia vita davanti a queste tombe di marmo bianco.  Penso a ciò che è stato e assaporo il freddo del nostro gelido inverno di mare.  Da troppo tempo Paolo non c'è più e l'abitudine di spingermi sulla scogliera è diventata compagna del quotidiano.  E in fondo alla scogliera c'è il cimitero.  Bello e misterioso di notte, quando le fiammelle si accendono e sembrano indicare la strada al passante.  Tenebroso al tramonto, quando i cancelli chiudono il passo cigolando.  Tranquillo come un refolo di vento di mare al mattino, quando passo davanti al custode e lo saluto, come un vecchio amico.  Mi conoscono tutti qua dentro, perché ormai il cimitero è la mia vita.  Qui passo le mie giornate solitarie e prego sulla tomba di Paolo da quel lontanissimo giorno di settembre.  Rammento solo che pioveva, quando lo accompagnai al suo ultimo viaggio e il vento di scirocco portava con sé tutto il sapore del mare.  Un sapore che mi è rimasto nella bocca e che sento ogni volta che accarezzo queste vecchie tombe di marmo.  E mi fa piacere masticare i soffi del vento, perché riesco a sentirmi parte di un mondo che non ha più segreti.  Ho cominciato a visitare anche le altre tombe, sfogliando i ricordi nei volti tristi dei parenti, che vengono a far visita a chi non c'è più.  Conosco tutti per nome.  Saluto mentalmente le foto incastonate nella cornice di marmo.  Mi sento a mio agio con loro.  Silenziosi compagni di vita che chiedono solo piccolissime attenzioni e sono felici di niente.  L'acqua da cambiare e il pensiero d'un fiore, regalato da una sconosciuta, che vaga per le pietre pesanti d'un cimitero di mare.  Paolo comprende e non è geloso, perché sa che vengo qui soltanto per lui e mi soffermo sul suo ricordo, a lungo.  Alzo gli occhi verso un cielo nebuloso e triste.  Mi spingo sulle onde ritagliate da una nave in fuga verso isole lontane.  Accarezzo con il pensiero ogni più piccolo ricordo di lui.  Anche se spesso non basta e le lacrime fanno a gara con i ricordi e attraversano rimpianti.  Lo rivedono felice.  Ci riscoprono abbracciati.  E' per questo che ogni giorno sono qui.  Per ritrovare un barlume di passato, che trattengo dolcemente per scacciare un vuoto quotidiano.  Sposto i vasi e cambio l'acqua dei suoi fiori, sempre freschi e profumati.  Tolgo le erbacce e accarezzo la sua foto.  Per sempre insieme, amore mio.  Per sempre insieme.  Sono le parole che ti ho voluto lasciare.  Sono le mie parole impresse nel marmo bianco.  E' sera quando chiudono alle mie spalle l'enorme cancello di ferro colorato di grigio.  Sono l'ultima a uscire, il custode lo sa e come sempre mi attende.  Comprende, anche se ha fretta di andare, perché in una casa del centro qualcuno lo attende.  Io ho per mano i ricordi e la brezza di mare che spinge passi e pensieri.  La scogliera si perde lontana e si accendono luci sfuocate su tombe e viali alberati.  La notte stringe la mia solitudine in un abbraccio di gelo e silenzio.  E come ogni giorno il mio letto mi accoglie, dopo una rapida cena.  Provo a dormire e il pensiero corre sempre da lui.  Scava nei ricordi di giorni lontani e si fa desiderio.  Sento le mani di Paolo carezzarmi le spalle.  E' alla mia destra nel letto.  Sorride.  "Sei sempre più bella", mi dice.  Le sue mani che sfiorano il seno, lo stringono a sé con dolcezza, poi una nuova carezza ed un bacio.  La sua bocca mi cerca, di nuovo.  Le mie gambe fremono di desiderio.  Facciamo l'amore, come una volta.  E mi sento sopraffare dalla voglia di lui, che sconvolge i miei sensi.  Un sogno, solamente un sogno.  E mi sveglio sudata.  La mia camera con le solite cose che conservano vecchi sapori.  L'armadio con i suoi vestiti, il comò con quel libro mai aperto, l'odore del suo dopobarba.  "Sei stato fantastico, amore", dico.  "Tu sei fantastica.  Non ti lascerò mai", risponde una voce leggera al mio fianco.  Paolo.  Per un momento mi è sembrato di sentirlo.  Ed ho visto il suo corpo qui accanto, al suo posto di sempre.  Poi più niente.  Solitudine e pensieri abbracciano il risveglio.  Mi alzo e vado in bagno ancora confusa.  Un po' d'acqua sul viso mi farà bene.  Devo svegliarmi e affrontare il mattino.  Quando alzo la testa vedo un sorriso che appare e scompare.  Lo specchio riflette un ricordo.  Mani che accarezzano i miei capelli.  Una bocca che cerca la mia bocca.  Vorrei non destarmi più da questo sogno, amore mio.  Quando mi trovo nuovamente sola nella mia stanza tutto è finito.  Paolo non c'è.  Non c'è mai stato.  Ci sono io che mi vesto e che attendo di vagare per vicoli sterrati, alla ricerca di parole che non trovo, assaporando il salmastro che viene da cipressi frondosi.  Paolo che rivedo al mattino e che visita le mie notti.  Paolo che fa l'amore come sempre e sconvolge i miei sogni.  Bevo un caffè ed esco nella rigida mattina di febbraio che risveglia un approdo di mare.  La scogliera lontana racchiude le storie del passato e i desideri che non ritornano.  "Per sempre insieme, amore mio", sospiro nel vento.  Una flebile voce risponde.  "Per sempre insieme".  Può essere solamente lui.  Adesso lo sento che stringe la mano al mio fianco.  Tornerà al suo riposo con me, seguendo i miei passi, il volto di sempre nel cielo di questo mattino, sommerso nel vento di mare che chiude le porte ai ricordi.  Un custode che accoglie un saluto distratto.  Paolo riprende il suo posto nel letto di marmo.  E dalla foto sorride.  "Per sempre insieme, amore mio".  "Per sempre insieme", rispondo.
 

Autore:Gordiano





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