PAZZIA

 

Premessa:

 

È facile dire: "mi scrivi una lettera" (da leggere con la voce di Minnie abbronzata), non è mica facile inventare qualcosa da dire ad una persona con cui si parla quasi tutti i giorni, ideare nuove frasi e affrontare nuove tematiche, non è mica facile. Perciò mi ispirerò liberamente ad una mia precedente lettera di circa un anno fa, nella quale io descrivevo un sogno, o meglio un incubo, visto i protagonisti ed i risultati. Ho deciso di ispirarmi a questa lettera sia per i motivi sopra indicati sia perché proprio ieri sera ho sventuratamente incontrato il secondo protagonista di quel sogno (mi sembra logico che il primo protagonista sia io, essendo il sogno MIO). Per correttezza mi sembra giusto nominare questo secondo protagonista...anzi, no, la sorpresa farà più effetto. Comunque ho scelto il tema, ma non la trama, quindi scusa una mezzíora, ma ci devo pensare, tanto tanto intensamente, con il cuore e con la mentevfajfdnòbaaaaaaa aaaaaaaaaabn oginvut ryèobpunpetr jnvre xphewpc trncepbpyhnbvh ewnpcqrephtpvnh reqvhptyhbpqyhbphpcpqwhepc rewcqphrncpqhrencq. Vorrei precisare che questi due righi, che possono sembrare una poesia russa o una serie di parolacce in sud coreano stretto, più stretto del barese stretto di uno stretto di Bari Vecchio, non sono altro che la mezzíora di sonno passata sulla tastiera del computer durante la quale ho sognato il sogno (che frase banale) che ora mi accingo a descriverti:

Titolo: Un Sogno Che Non Si Avvererà Mai

Sottotitolo: Per Fortuna!!!

Sotto Sottotitolo: A meno che non ho una sfiga inaudita!!!

Era una mattina come tutte le altre, se non fosse che quella mattina il lattaio aveva un coltello nella zona lombare, forse aveva dormito male e, cercando rifugio al dolore nellíago puntura, aveva esagerato nella dose, comunque, pace allíanima sua! Mi alzai come tutte le mattine intorno alle sei, mi stropicciai gli occhi, mi stiracchiai, mi girai dallíaltra parte e mi addormentai nuovamente. Dopo di che mi alzai come tutti i pomeriggi introno alle quattro, quattro e mezza, vidi líorologio, e, notando líora, fu talmente tanto lo schifo che mi girai dallíaltra parte e ci dormii sopra. Successivamente mi alzai, come tutte le sere, intorno alle ventidue e siccome ero troppo stanco dopo aver dormito così tanto, mi girai dallíaltra parte e feci un piccolo riposino, per riposare la mente. Passò così, inutilmente, la notte, tra un cane che abbaia e una scarpa che vola, tra un cane che si allontana piangendo e una persona che finalmente può dormire. Mi alzai la mattina successiva, con una strana sensazione di dolore, intorno a me tremava tutto, si sentivano degli strani rumori, secchi ed ovattati, ammutoliti da qualcosa di soffice che ne ammortizzava il suono, faceva anche parecchio freddo ed il letto sembrava essere diventato di marmo. Aprii gli occhi e capii che mia madre mi aveva buttato giù dal letto ed era lì da quasi un quarto díora a prendermi a bastonate per farmi svegliare. Un poí scosso e tramortito mi alzai e, quasi in fin di vita, mi diressi verso il bagno per sciacquarmi un poí la faccia, pensando che uníesperienza così brutta non líavevo mai vissuta, almeno fino a quel momento. Infatti, durante il mio pellegrinaggio (supplicavo mia madre di non picchiarmi più e gli gridavo che ero sveglio, anche se continuavo a russare) verso il bagno, in un solo attimo capii cosa provarono gli abitanti di Hiroshima in quel famoso 6 Agosto 1945: un enorme ed improvviso boato invase la casa, i vetri si ruppero, i muri si squarciarono, incominciò a tuonare e a piovere come mai avevo visto, la terra tremò. Io pensai che era giunta líapocalisse, e, mentre telefonavo al telefono azzurro, visto che mia madre non smetteva di picchiarmi nemmeno davanti ad una tragedia di tali proporzioni, feci la mia ultima preghiera. Fortunatamente mia madre disse: "Scusa, ma devo rispondere al citofono!!!". Come era possibile, che il suono del citofono avesse potuto causare tutti questi danni.

Lo capii subito dopo, quando mia madre disse: "E per te, è un tuo amico, è

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"...Ti senti solo? Ti sembra che tutti ti abbiano abbandonando? Nessuno ti ama? Hai perso lavoro? La tua ragazza ti ha fatto le corna? Anche il tuo ragazzo ti ha fatto le corna? Il tuo cane è scappato con il direttore del canile municipale? Il tuo pesce rosso si è innamorato di una sardina di Nuoro? Il tuo gatto ti ha graffiato tutto prima di partire per Cuba? Il tuo elefante ti ha lasciato un ricordino sul letto? Cretino, ma che ci facevi con un elefante nel letto!!! Tua madre ti ha dato lo sfratto? Hanno scoperto un tumore maligno allíunghia del quarto dito del piede sinistro? Hai anche la leucemia? Mal di testa cronico? Cadendo dal letto sei rimasto paralizzato? Hai forato con la sedia a rotelle? Sei rimasto sordo dopo aver sentito un brano di Mino Reitano? Ti capisco! Sei diventato cieco guardando le stelle? Hai perso tutti i tuoi averi in una partita di sette e mezzo? Figlio mio, che sfiga!!! Ma non preoccuparti, a tutto cíè un rimedio: telefona allo 0360 / 458921, ti risponderà il Dott. Cav. Sigismondo Oggiatedomanipure, líunico in Italia nella vendita di cime e funi Idofinish. Alle prime dieci telefonate in omaggio una quercia."

 

Lo capii subito dopo, quando mia madre disse: "E per te, è un tuo amico, è FABIO ZURLO, ZA ZA ZA ZAA". La paura e il dolore vissuti prima mi sembrarono ebbrezza in confronto allíagonia che provai ad ascoltare quel nome. Mentre mia madre si nascondeva nel rifugio anti-Zurlo, io risposi al citofono e dissi: "Ciao romp...carissimo, perché non sali?!". Quello fu il più grande errore della mia vita. Non feci a tempo ad aprire la porta che era già lì, dentro casa, toccando di tutto, persino la carta igienica. Cominciò poi ad urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare, urlare, ridere, sputare, sudare,...

...mi risvegliai sconvolto, tutto umido, anche perché mia madre per svegliarmi mi aveva scaricato una scaldabagno addosso, peccato che líacqua era fredda, lo scaldabagno era rotto!!! La dolcissima genitrice, mi disse, con una dolcezza che solo le madri hanno, in dialetto del suo luogo di nascita: "La scema di tua sorella, ti sei alzato finalmente, figlio di Dio defunto. Stai dormendo da quasi sedici ore, i tuoi posteri!" In quelle sue parole solo un figlio poteva capire che in fondo al suo cuore era alquanto arrabbiata e pensai:"Però è vero, di mamma cíè neí una sola, per fortuna!" Sbalordito per il quasi assurdo sogno, mi diressi verso il bagno o come dicono gli inglesi "the bathroom" (ora i miei cari lettori si staranno chiedendo che cosa centra questo termine inglese con la storia; io vi dico che sinceramente non lo so, ma quel pizzico di cultura anglosassone fa sempre bene), sia per sciacquarmi la faccia sia perché avevo un GROSSO dovere da compiere. Nel bel mezzo della mia discussione filosofica, sentii bussare la porta. Mi svegliai e vidi líorologio: erano passate sette ore da quando ero entrato lì dentro. Dallíaltra parte della porta mio padre mi disse:"Ah, sei lì dentro. Ti credevamo disperso, abbiamo persino chiamato la polizia. Ma che stai facendo?" Io molto imbarazzato trovai la scusa dei fichi díindia. Dopo aver sistemato quello che cíera da sistemare, con una strana camminata, prosciugato uscii dal bagno e mi affrettai a prepararmi, era quasi líora dellíappuntamento. Infatti dopo mesi e mesi di sacrifici, dopo litigi, botte, traumi, giornate in ospedale, notti in bianco, facce rosse, portafogli in verde (Viva líItalia), lettere, dichiarazioni (di altri), ero riuscito ad avere un appuntamento. Fin da piccolo avevo sempre sognato di uscire con una ragazza alta, bionda, occhi azzurri, intelligente. E devo dire che continuo a sognarlo: infatti questa era una ragazza che si poteva ben definire la tipica bellezza mediterranea, che con la precedente aveva in comune solo líintelligenza. Il destino aveva voluto che fosse una ragazza mora, non un mostro di altezza, ma comunque carina. Decisi che líavrei portata prima al cinema e poi in qualche bel ristorantino a mangiare qualcosa di buono. Guardai il portafoglio e pensai che una pizza sarebbe stata più che sufficiente. Passammo lo stesso una serata fantastica, mi divertii molto, sentivo che insieme a lei stavo, veramente bene, lei era la mia aspirina. Era quasi giunta di salutarci, ci guardammo negli occhi, io gli confessai :" Ti amo" lei disse:"ànchíio, cioè, volevo dire anchíio". Dentro sentivo che quello era il momento, ora ci saremmo baciati, con dolcezza le nostre bocche si avvicinarono.

Si cercavano. Ora erano lì, a due millimetri, sentivo il suo fiato. Ad un tratto sentii

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"...Sei scemo? oops, scusate stavo parlando con il mio aiutante! Volevo dire: problemi di stomaco? Mal di testa? Reumatismi? Facili infiammazioni muscolari? Mal di denti? Calvizie? Foruncoli? Acne? Allergie? Appendicite? Sinusite? Dermatite? Unghie incarnite? Calli? Duroni? Crampi? Alitosi? Cifosi? Scogliosi? Tubercolosi? Sifilide? Bulimia? Anoressia? Anche? O mamma! Ma chi sei, quello di prima? Figlio mio, io ti consiglierei eutanasia!!! Un colpo e via; senti, fa anche rima che ne dici? A quella zoc... di tua sorella! Quella zump... di tua madre! Quel gran cor... di tuo padre! Ho capito, te li risolvo io i tuoi problemi: BOOM!!!

Carissimi lettori credo che abbiate capito la fine che ha fatto quel povero tipo. In fin dei conti, se líè cercata!"

"...Oggi come oggi la bellezza non è solo importante, ma fondamentale. Quindi, vatti a fare un giro..."

"Pubblicità progresso: mamma, non picchiate i vostri figli: picchiate i figli degli altri!!!"

 

... Ad un tratto sentii qualcuno che con una gentilezza quasi pachidermica mi tirava la camicia per chiamarmi. Con una rabbia incommensurabile mi voltai per dirli che se non se ne fosse andato entro due secondi lo avrei dedentato ed avrei usato quei ormai inutili residui ossei per fabbricare il più brutto rosario che la storia della chiesa avrebbe potuto vedere e che successivamente avrei regalato quel abominevole utensile religioso ad un povero monaco africano malato di lebbra insieme ad una pelliccia fatta con i suoi capelli quando, mio Dio che impressione, mi accorsi che era lui, si proprio lui: Fabio Zurlo ZA ZA ZA ZAA. Rimasi senza parole e, cosa ben più importante e grave, senza ragazza: se la era mangiata in un sol boccone mentre cercava di scappare. Cominciò lì per lì a ridere. Io ero nella più avvilita disperazione. Non sapevo più cosa pensare. Cosa dire. Cosa fare. Sapevo solo che questo essere continuava a ridermi vicino, e mentre rideva mi insalivava tutto, e continuava a dirmi: "ma che ti disturbo? Ma che ti ho disturbato? Ma che stava con te quella ragazza? Ma non mi dire! Ah ah ah ah." In quel momento una cosa la pensai: adesso lo ammazzo. Ma ad un tratto sentii un urlo disumano entrarmi nelle orecchie, mi concentrai su quel suono, lo ascoltai attentamente, incominciava ad assomigliare leggermente ad un suono di musica, ma era coperta dalla risata cacofonica dellíuomo, si fa per dire, orango. Concentrandomi ancora più intensamente su quel suono capii che era la radio la sveglia: erano le 9. Era ora di alzarsi: avrei dovuto affrontare una lunga ed estenuante giornata. Appunto per questi mi rigirai e mi addormentai di nuovo! Poco più tardi venne mia madre che mi svegliò con molta dolcezza: nel senso che mi spalmò due chili di panna gelata più dodici bignè al cioccolato più due babà su tutto il corpo. Líimprovviso ed eccessivo freddo mi costrinse a correre ai ripari o meglio, al bagno: il freddo fu talmente tento che tremavo come una lavatrice durante la centrifuga: colpii di tutto, tranne la tazza. Dopo essermi decremato ed aver disinfettato tutto il bagno, mi apprestai a fare colazione con una tazza di latte e dei biscotti, entrambi scaduti, ma non per incuria, ma perché erano lì pronti da tre giorni, durante i quali io ho semplicemente dormito. Dopo una breve lavanda gastrica mi vestii e mi diressi verso le scale. Con molta fretta, forse troppa scesi. Dopo aver finito di ruzzolare mi spolverai un attimo ed aprii il portone e, secondo voi chi poteva esserci? Chi potevo incontrare? Chi? Ao, rispondete, ce lího con voi! Ma tu guarda questi maleducati, rispondete! Va beí, lasciamo perdere ve lo dico io: si, era proprio lui, il postino. Aveva una strana carnagione biancastra. Mi sto ancora chiedendo perché quando ho aperto il portone è caduto! Comunque credo che ultimamente abbia viaggiato molto, credo in India: aveva un puntino rosso proprio al centro della fronte, per la polizia era il buco della pallottola, ma io non ci credo! Comunque, dopo averlo salutato mi sono avviato verso la biblioteca: avevo intenzione di fare una ricerca su i vari significati della parola "lubrico". Appena entrato notai che era ovunque sbavato congetturai subito la peggiore delle ipotesi, quella che poi si sarebbe dimostrata vera. Continuai la mia esplorazione e sentii delle risate orride, mi guardai intorno, ed ecco che da dietro un muro uscì lui

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Ci dispiace, le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile: il dottore è stato accusato di eutanasia, abuso di potere, omicidio premeditato, divieto di sosta, danno al patrimonio ambientale dello stato, truffa; líassistente è scappato alle Maldive con tutti i risparmi del dottore e dello sfigato; per quanto riguarda lo sfigato invece, mentre penzolava dallíalbero si è spezzato il ramo ed è caduto su una pianta di fichi díindia. È ora allíospedale Di Venere a Bari nel reparto traumatologia con prognosi riservata: non avendo difese immunitarie rischia la vita.

 

Continuai la mia esplorazione e sentii delle risate orride, mi guardai intorno, ed ecco che da dietro un muro uscì lui, Fabio Zurlo ZA ZA ZA ZAA. Mi scaraventai subito addosso e con tutta la rabbia possibile comincia a picchiarlo: calci, pugni, sputi, baci e abbracci dalla terra del sole...sto andando fuori discorso. Stavo dicendo che con molta diligenza ed applicazione sta affrontando una avvincente dibattito con questo strano tipo, però il dibattito fu così aspro ed avvincente, ma così aspro ed avvincente, che nellíagitazione caddi dal letto e mi svegliai. Mi ero appisolato un momento sul letto, mentre ascoltavo la radio a tutto volume ed i vicini sbraitavano e battevano con tutto ciò che fosse a loro disposizione contro il muro. Appena aprii gli occhi vidi un ombra vicino me: líadrenalina mi salì a livelli che non toccai neanche di fronte a un film di Dario Argento o di fronte allo stesso Dario Argento. Ma appena vidi che era solamente mia madre con uníaccetta in mano mi calmai subito, per un attimo. Subito mi riallarmai cercando con tutti i mezzi di arrampicarmi sul muro. Lei mi tranquillizzò: "Ehi, non ti preoccupare. Stavo preparando da mangiare quando un tuo amico ha citofonato. Lího fatto salire. Indovina chi è?" Ed eccolo lì, entrare, con la sua voce cavernicola e grottesca, con quella risata da ebete fallito anche come ebete, con quel suo passo che sembra Michael Jackson con le emorroidi: Fabio Zurlo ZA ZA ZA ZAA. Svenni allíistante. Mi risvegliai, non so quanto più tardi, di fronte allo schermo del computer, con davanti i primi righi di questa insolita lettera, con un gran mal di testa e con consapevolezza che non saprò mai dove, in questa storia, inizia la fantasia e inizia la realtà.

Conclusione:

Lo so, lo ammetto: questa cosa che ho scritto io può essere tutto, tranne che una lettera, ma, avendo paura di scrivere fesserie, ho deciso di scriverle di proposito, le fesserie. Comunque chiedo sinceramente scusa a tutte quella persone che sono state in qualche modo offese da questa assurda e pazza storia. Spero mi vogliano perdonare. Concludendo vorrei dire che ho capito una cosa molto importante: dormire e sognare può essere molto pericoloso, anche se è molto bello. Piccolo consiglio: la sera prima di andare a dormire, mangiate leggero; non rischierete come ho rischiato io.

 
Vito Baldassarre
 

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