Paolo Ferrarini

VISTO DA.......


 
  
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Ho conosciuto Paolo il 5 Maggio 1997 a Forlì : non sono un maniaco delle date però il Caso ha voluto che io,smemorato d.o.c. non possa dimenticarmi più la data!
Nel caos primordiale di Muffa si fece avanti e con la gentilezza di chi conosce il suo corso mi disse : " ciao sei m@uro vero ? io sono Paolo!".
Avvertii subito un senso di armonia nel parlare con lui,quella strana sensazione di essere sempre stato in amicizia con una persona che apparentemente il mio cervello catalogava come "sconosciuto",ma ,si sa,in certe cose cervello ed anima vanno in disaccordo.
Parlammo,parlammo,parlammo per tanto tempo in un pomeriggio intenso ed una sera piena di visi,pensieri e belle sensazioni di 
amicizia! Il comunicare,l'immagine , la Galassia Guthemberg,Tamburo,la Rete; non ci fu bisogno di pensare per trovare argomenti: decidemmo comunque che il nostro rapporto ormai di amicizia sarebbe continuato: il Caso ci aiutava , Paolo infatti stava concludendo gli studi a Bologna. Mi colpì subito l'amore col quale parlava dei suoi studi,dell'arte di capire e leggere le immagini, l'estetica: da quel giorno cercammo di non perderci più di vista o almeno di mail (!!).
Ebbi poi la fortuna di passare con lui una splendida serata di primavera a Bologna dove , ormai conclusi gli studi ,parlammo dei suoi progetti per il futuro e di Ihad . Sin dall¹inizio Paolo fu attratto in modo entusiasta da questo sogno viaggiante ;quella sera discutemmo anche di cosa fare insieme unendo la sua fantastica sensibilità estetica e la testarda voglia di fare di Ihad: pensammo di leggere le tendenze e le linee artistiche del immanentismo moderno per creare stimoli e dare respiro ai sogni di Ihad.
Le idee non ci mancavano e alla fine avevamo buttato giù linee entusiastiche da sviluppare !
Il Caso poi che ci aveva messi l'uno di fronte 
all'altro parve spingere al largo le nostre idee:
Paolo infatti all'improvviso si trovò a tu per tu 
con la realizzazione del suo sogno:lavorare 
veramente all'interno di un progetto che 
soddisfaceva in pieno le sue aspettative e 
coronava anni di studio.
Così in tutta fretta Paolo si trasferì a Milano e 
iniziò l'avventura che oggi lo sta proiettando in una dimensione nuova,entusiasmante anche se sintetica.
Uso questo termine con un'accezione forse 
negativa;tutto nasce forse dalla mia diffidenza 
verso la notorietà e i Media. La fama sempre 
più spesso oggi è effimera,la Tv ,nella sua 
centralità mediatica,rende sempre più spesso 
sintetici i personaggi che, anche per brevi 
istanti, la popolano;per questo io preferisco 
tenermi la mia immagine di Paolo e di tutti gli 
altri personaggi a cui sono legato prima che 
questi infernali macchine mediatiche li 
fagocitino e me li restituiscano sigillati e 
adattati a loro consumo.
Tv,giornali,riviste sono essi stessi argomento 
di studio per Paolo in quanto creatori di icone prodotte dall¹inconscio collettivo,lo stesso che genera le tendenze,i gusti dominanti che sono nello stesso tempo frutto e matrice dei nostri gusti.
Attento Paolo sei nel cuore del grande fratello mediatico:saprai domarlo o ne verrai soggiogato?
Una bella scommessa e per ora complimenti e buon lavoro !

Un abbraccio
M@uro

EASY DIGITAL 
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La facilità e la leggerezza dell’operazione 
fotografica di Paolo Ferrarini non deve trarre in inganno, non deve essere assorbita da un idea errata e riduttiva dell’easy. Le sue foto infatti, colpiscono per l’immediatezza con la quale sono fruibili: non ci sono sottili ed improbabili rimandi “concettuali”, non accade nulla di eclatante o di violentemente forte. Le ambientazioni sono case di studenti, strade, metropolitane, vetrine di note griffe, catturate dalla sua “digitale”, e ripulite attraverso il computer. Questa pulizia d’immagine ricercata volutamente e accuratamente, non sta ad indicare un eccesso di zelo formale, bensì un operazione di patinatura quasi glam, che attinge sicuramente al mondo della moda che Paolo conosce benissimo. Attenzione però, non troveremo una “fotografia” che vuole “fare il verso” alla fotografia di moda o di costume. Il glam cercato da Paolo opera sulla quotidianità, sulla banalità dello scorrere delle nostre giornate che per un attimo, attraverso la sua operazione, ci regalano attimi di piacere e di allegria. Lo stesso piacere che, interrompendo la routine degli asfissianti ritmi entro i quali siamo soliti vivere e lavorare, ci concedono gli aperitivi o i coktail con gli amici. 
Così come la musica dei Montefiori Cocktail è ballabile o meglio ancora Easy Listening, le foto di Paolo sono godibili facilmente, ma non si ha l’impressione, ripeto, di avere sotto gli occhi delle semplici foto aneddotiche. É la tecnologia del digitale (che in questi anni ha invaso il mondo dell’arte, della musica, della fotografia) a fare la differenza non solo al livello pratico/tecnico di esecuzione, ma indica anche una rinnovata capacita di percepire e fruire la realtà alleggerita e smaterializzata dal nostro immaginario mass-mediale. Nel caso della fotografia si creano immagini, che pur partendo da “un referente” reale e opaco, divengono rarefatte e artificiali, trasmesse via Internet e non più ospitate nel luogo istituzionale per antonomasia della “Galleria”, luogo ormai obsoleto e logoro. 
Le foto di Paolo infatti, navigano in rete, si rendono disponibili per tutti, divengono proprietà di tutti, non solo degli addetti ai lavori o di pochi curiosi: appartengono ad un immaginario collettivo giovane abituato ad una fruizione simultanea, alla velocità di 
MTV, ad un continuo campionamento di stimoli e culture differenti.
 

Marco Altavilla.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 Paolo vede...                  
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