VISTO DA.......
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Ho conosciuto Paolo il 5 Maggio 1997 a Forlì : non sono un maniaco
delle date però il Caso ha voluto che io,smemorato d.o.c. non possa
dimenticarmi più la data!
Un abbraccio
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EASY DIGITAL
..................................................................... La facilità e la leggerezza dell’operazione fotografica di Paolo Ferrarini non deve trarre in inganno, non deve essere assorbita da un idea errata e riduttiva dell’easy. Le sue foto infatti, colpiscono per l’immediatezza con la quale sono fruibili: non ci sono sottili ed improbabili rimandi “concettuali”, non accade nulla di eclatante o di violentemente forte. Le ambientazioni sono case di studenti, strade, metropolitane, vetrine di note griffe, catturate dalla sua “digitale”, e ripulite attraverso il computer. Questa pulizia d’immagine ricercata volutamente e accuratamente, non sta ad indicare un eccesso di zelo formale, bensì un operazione di patinatura quasi glam, che attinge sicuramente al mondo della moda che Paolo conosce benissimo. Attenzione però, non troveremo una “fotografia” che vuole “fare il verso” alla fotografia di moda o di costume. Il glam cercato da Paolo opera sulla quotidianità, sulla banalità dello scorrere delle nostre giornate che per un attimo, attraverso la sua operazione, ci regalano attimi di piacere e di allegria. Lo stesso piacere che, interrompendo la routine degli asfissianti ritmi entro i quali siamo soliti vivere e lavorare, ci concedono gli aperitivi o i coktail con gli amici. Così come la musica dei Montefiori Cocktail è ballabile o meglio ancora Easy Listening, le foto di Paolo sono godibili facilmente, ma non si ha l’impressione, ripeto, di avere sotto gli occhi delle semplici foto aneddotiche. É la tecnologia del digitale (che in questi anni ha invaso il mondo dell’arte, della musica, della fotografia) a fare la differenza non solo al livello pratico/tecnico di esecuzione, ma indica anche una rinnovata capacita di percepire e fruire la realtà alleggerita e smaterializzata dal nostro immaginario mass-mediale. Nel caso della fotografia si creano immagini, che pur partendo da “un referente” reale e opaco, divengono rarefatte e artificiali, trasmesse via Internet e non più ospitate nel luogo istituzionale per antonomasia della “Galleria”, luogo ormai obsoleto e logoro. Le foto di Paolo infatti, navigano in rete, si rendono disponibili per tutti, divengono proprietà di tutti, non solo degli addetti ai lavori o di pochi curiosi: appartengono ad un immaginario collettivo giovane abituato ad una fruizione simultanea, alla velocità di MTV, ad un continuo campionamento di stimoli e culture differenti. Marco Altavilla.
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| Paolo vede... |
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